Partendo dalla Stazione Centrale in Piazza Libertà, si imbocca corso Cavour e si giunge al Canal Grande, scavato nel 1756 perché i velieri potessero scaricare le merci mentre ora risulta interrato nell’ultimo tratto e, anche a causa del ponte fisso che impedisce il passaggio di barche a vela, non può essere frequentato che da piccole imbarcazioni.
Il canale, scenograficamente chiuso dalla Chiesa di Sant’Antonio e attraversato nel suo punto superiore da un ponte, detto Ponterosso, che dà il nome alla zona, è fiancheggiato da bei palazzi, tra i quali Palazzo Carciotti, ora sede della Capitaneria di Porto.
Proseguendo, mentre sulla destra si costeggia il mare, a sinistra si ha l’Hotel de Ville, e poi la chiesa di San Nicolò dei Greci, piazzetta Tommaseo, con il celebre antico caffè che fu centro di fermenti patriottici e che è tuttora luogo frequentato da artisti e, dopo aver lasciato a destra il Molo Audace, la grande Piazza Unità, uno dei punti più belli della città.
Oggi, lo splendido, enorme rettangolo della piazza è delimitato perfettamente da imponenti palazzi: in fondo il Palazzo Comunale, la cui costruzione fu iniziata nel 1872; sul lato a nord est il Palazzo Modello, eretto nel 1870, Casa Stratti, che ospita il Caffè degli Specchi inaugurato addirittura nel 1839 e di recente rimesso totalmente a nuovo, il Palazzo del Governo; sul lato opposto della piazza, Palazzo Pitteri e il Palazzo del Lloyd Triestino, la più antica società di navigazione d’Italia e una delle più antiche al mondo.
Da Piazza Unità si possono fare quattro passi tra le pittoresche vie di Cavana, che è la caratteristica parte vecchia della città; oppure, raggiungere a sinistra la vicinissima Piazza della Borsa, con l’imponente Palazzo della Borsa, dal profondo pronao e dalle enormi statue allegoriche. Si imbocca quindi il Corso Italia, detto anche semplicemente Corso: è la maggior arteria cittadina, fiancheggiato anch’esso, da interessanti palazzi. Si giunge poi in Piazza Goldoni, nella quale convergono più vie e dalla quale partono la Scala dei Giganti che porta a San Giusto e la Galleria Sandrinelli, costruita nel 1904.
Dalla Piazza si arriva in Via Carducci, l’altra imponente via cittadina, costruita sul letto di un torrente completamente coperto nel 1850: i suoi severi palazzi, la sua maestosa ampiezza, incorniciata dagli alberi, i bei viali che da essa si dipartono (in particolare Viale XX Settembre, affettuosamente chiamato Viale oppure Acquedotto, perché in origine vi passava l’acquedotto teresiano) evocano l’impianto di stampo austriaco che dominava la Trieste ottocentesca.